Da non perdere ad Iglesias e dintorni

Un viaggio attraverso le attrazioni che meritano di essere visitate se vi trovate vicino ad Iglesias.
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Se vi trovate nelle vicinanze di Iglesias vi consigliamo di dedicare una visita a queste attrazioni della zona… non ve ne pentirete!

Foresta demaniale Marganai

Ricade nei comuni di Domusnovas e Iglesias. La foresta si estende per 3650 ettari. È inserita in uno scenario naturalistico di grande fascino. Il paesaggio è costituito da complessi montuosi vicini e da una vegetazione folta e rigogliosa.

Le cime più aspre si trovano in particolare nella zona settentrionale. L’altitudine dei rilievi varia dai 214 ai 1009 m slm del Monte Nipis. Diversi corsi d’acqua attraversano la foresta creando scorci suggestivi per i visitatori. Sono corsi d’acqua prevalentemente a portata stagionale. Durante i mesi estivi la foresta è meta di molti i visitatori in cerca di fresco.

Alla foresta si accede dalla la SS 126 Iglesias-Guspini attraversando la frazione di S. Benedetto e percorrendo la pista che conduce a Case Marganai.
Si può raggiungere inoltre dalla SS 130 passando dal bivio per Domusnovas e seguendo le indicazioni per la Foresta.

All’interno della foresta si può praticare trekking, fare lunghe passeggiate lungo i sentieri contrassegnati, e corse in mountain bike. È ideale per praticare sport all’aria aperta. Si può visitare il suo giardino botanico, che presenta l’immenso patrimonio floristico di cui questa area è ricca.

Tempio di Antas a Fluminimaggiore

Non lontano da Iglesias, nel territorio del Comune di Fluminimaggiore, si trova la zona archeologica del tempio di Antas.

Si raggiunge percorrendo la SS 126 per Fluminimaggiore fino al km 54,100. Una piccola strada asfaltata sulla destra, con un percorso di circa 1,5 km e con adeguate segnalazioni, conduce alla zona archeologica.

Il tempio Romano, unico in Sardegna nel suo genere, si trova in una vallata posta al centro di un bellissimo anfiteatro naturale. Sebbene l’importanza del sito archeologico è data indubbiamente dai resti del luogo di culto romano, in quest’area sono state rinvenute le testimonianze di un villaggio nuragico (età del bronzo).

I nuragici usarono l’area come luogo sacro e vi sistemarono delle sepolture ad incinerazione. Sono state rinvenute tre tombe a pozzetto del tardo periodo nuragico (età del ferro). Il tempio fu attivo successivamente in epoca precoloniale, punica e, infine, romana.

I resti del luogo di culto cartaginese (500 a.C.), in onore della divinità punica Sid Addir Babay che corrispondeva al dio venerato nel vicino santuario nuragico, Babai, si trovano al di sotto della gradinata d’accesso al Tempio Romano.

Il famoso Tempio romano, risalente al I secolo a.C., fu più volte rinnovato fino all’ultimo restauro datato III secolo d.C., come attestato nell’iscrizione posta sulla sommità dell’edificio che conferma il culto dei romani per il Dio Sardus Pater Babai.

Legate alla storia del santuario, e raggiungibili in 20 minuti di camminata, sono le cave romane, dove sono visibili le linee di taglio dei grossi massi calcarei usati per costruirlo.

Percorrendo a piedi una strada romana si raggiungono le grotte di Su Mannau dove veniva praticato il culto delle acque, come si è appreso dai resti delle lucerne ad olio e delle navicelle votive.

Grotte di Su Mannau (Fluminimaggiore)

Come arrivare
Da Iglesias si prende la SS 126 verso Fluminimaggiore. Poco prima di arrivare al paese si trova sulla destra la deviazione per le grotte, ben segnalate con appositi cartelli.

Si tratta di una cavità tra le più antiche del mondo. Le grotte, divise in due rami, hanno un’importanza speleologica e archeologica. La parte destra è un ampio complesso carsico che si articola su vari livelli. Lo spettacolare ramo destro è stato generato dal fiume Rapido ed è costituito da numerosi e variegati condotti e sale.

In particolare, la prima sala ha una grande rilevanza storica legata al culto dell’acqua, come si evince dai collegamenti con il vicino tempio di Antas e dal ritrovamento di lucerne votive ad olio.

Il ramo di sinistra è originato dal fiume Placido e presenta imponenti sale, come il salone Rodriguez e la sala Serra.

Ci sono due tipi di visita alle grotte. Una guidata di tipo turistico. Un’altra di tipo speleologico, anch’essa guidata da esperti, che consente di vedere parti non aperte agli altri visitatori. L’attrezzatura viene fornita dagli organizzatori delle visite. Le escursioni possono durare dalle 3 alle 8 ore.

Fuori dalle grotte c’è un ampio parcheggio, un bar e tavolini dove è possibile consumare pranzi al sacco.

La temperatura in grotta è di circa 16°. L’abbigliamento deve essere adeguato, soprattutto d’estate.

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